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Passi avanti, a livello europeo per rimpatri più veloci per chi non ha diritto all’accoglienza. Consiglio e Parlamento Ue hanno chiuso un accordo sul regolamento sul tema che punta a rendere più rapide ed efficaci le espulsioni delle persone senza diritto di soggiorno e a introdurre strumenti condivisi fra gli Stati membri. Il testo istituisce l’Ordine europeo di rimpatrio, rafforza obblighi di cooperazione, prevede detenzioni temporanee in casi di mancata collaborazione, rischio di fuga o per la sicurezza. Punto qualificante: l’accordo apre la strada, per la prima volta a livello regolamentare, alla creazione di hub di rimpatrio in Paesi terzi, destinati a fungere sia da centri di transito sia da destinazioni finali.

Il vice ministro per la migrazione di Cipro (Paese che ha in carico il semestre di presidenza Ue) Nicholas Ioannides, parlando all’AGI, ha spiegato che l’idea è istituire questi centri «in aree situate, ad esempio, in Africa o in Asia, quindi fuori dall’Europa e lontano dalle frontiere europee». Ioannides ha aggiunto che l’accordo consentirà di «attuare l’intero impianto della nostra politica migratoria in modo organico e coerente», pur avvertendo che «il Patto non viene considerato la soluzione a tutti i problemi». Tuttavia, il passaggio sostanziale è evidente. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di «un passo avanti significativo verso una gestione del fenomeno migratorio che sia sostenibile per tutti».