A dieci giorni dall’entrata in vigore del nuovo Patto Asilo e migrazione, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno raggiunto un accordo provvisorio sulle modifiche al regolamento rimpatri che prevede l'istituzione dei return hub in Paesi terzi, l’accelerazioni delle deportazioni e la detenzione per i migranti che non collaborano con le istituzioni dei paesi membri. Una stretta ampiamente criticata da associazioni e organizzazioni di vario tipo.
Esulta invece il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi: «L’accordo sul regolamento rimpatri raggiunto a Bruxelles chiude un percorso negoziale lungo e complesso. L’Italia ha sostenuto con convinzione questo provvedimento, consapevole che una politica migratoria europea equilibrata non può prescindere da norme chiare ed efficaci sui rimpatri. Le nuove disposizioni introducono obblighi concreti, rafforzano la cooperazione tra gli Stati membri e prevedono strumenti operativi nei Paesi terzi. È un passo avanti significativo verso una gestione del fenomeno migratorio che sia sostenibile per tutti».
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Secondo il nuovo regolamento, una decisione di rimpatrio emessa contro un cittadino extracomunitario che soggiorna in uno stato membro comporterà l'obbligo di lasciare il paese in questione «immediatamente o entro un termine prestabilito».














