Via libera dall'Europarlamento (con i voti dell'estrema destra) a uno dei pilastri del Patto migrazioni e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno: cosa cambia e i punti più contestatiVia libera dall'Europarlamento (con i voti dell'estrema destra) a uno dei pilastri del Patto migrazioni e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno: cosa cambia e i punti più contestatiUn successo dell’Italia, secondo Giorgia Meloni. Un’involuzione nella tutela dei diritti dei migranti, per associazioni e Ong. Il dato è che l’Europa in questa nuova legislatura ha scelto di imboccare la strada del pugno duro. E oggi l’Europarlamento - con i voti dei Popolari e dell’estrema destra - ha approvato il Regolamento rimpatri, uno dei pilastri del Patto migrazione e asilo entro in vigore lo scorso 12 giugno. Ora il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e, poi, pubblicato in Gazzetta ufficiale. Ma cosa prevede?I return hub in Paesi terziTra le novità più rilevanti ci sono i return hub in Paesi terzi, esterni all’Unione europea. Si tratta di strutture simili a quelle già create in Albania dal governo italiano ma, finora, rimaste inutilizzate e trasformate (temporaneamente) in cpr. I return hub saranno previsti per i migranti su cui pende un decreto di espulsione, che verranno trasferiti in questi centri in attesa di essere trasferiti verso i propri Paesi d’origine o verso Stati terzi con cui è stato siglato un’intesa. C’è però una differenza: se gli hub italiani in Albania funzionano anche come centri di prima accoglienza - per quei migranti che, provenendo da Paesi cosiddetti sicuri, possono essere sottoposti a una procedura accelerata di frontiera -, i return hub previsti dal Regolamento rimpatri saranno utilizzati solo per l’espulsione, come centri per il rimpatrio.Si estende la detenzione amministrativa per i rimpatriIl regolamento punta poi ad accelerare le procedure di espulsione. Prevedendo che il migrante debba lasciare immediatamente, o entro un termine tassativamente definito, il territorio dell’Unione europea. Chi è destinatario di un ordine di espulsione potrà essere sottoposto a detenzione amministrativa fino a 24 mesi - mentre ora il tetto è di sei -, con la possibilità di una proroga fino a trenta nel caso di determinate circostanze, sulla base di una valutazione individuale legata a mancata cooperazione, rischio di fuga o minacce alla sicurezza. Non solo: si introduce anche l’Ordine europeo di rimpatri, che consentirà a uno Stato membro di procedere a una richiesta proveniente da un altro Paese.Cambia il sistema dei ricorsi (e diminuiscono le garanzie)La proposta di legge interverrebbe anche sul sistema dei ricorsi. Attualmente, la presentazione di un ricorso comporta la sospensione automatica dell'espulsione fino alla decisione definitiva dei giudici. La riforma eliminerebbe questo meccanismo, attribuendo ai tribunali il compito di valutare di volta in volta se sospendere o meno il provvedimento di rimpatrio.Le ispezioni domestiche (come l'Ice?)Uno dei punti più contestati è quello in cui si prevede la possibilità di ispezioni e perquisizioni nel “luogo di residenza o di altri locali pertinenti” dei migranti irregolari; una misura che molti hanno paragonato a quanto avviene negli Stati Uniti con l’Ice, con la contestata agenzia anti-immigrazione.I tempiDopo l’approvazione del Parlamento, il testo dovrà essere formalmente adottato dal Consiglio e pubblicato nella Gazzetta ufficiale prima di entrare in vigore. Alcune disposizioni, tra cui quelle sui centri di rimpatrio, sulla valutazione dell’età dei minori e sulla dimensione esterna dei rimpatri, si applicheranno immediatamente. Le altre entreranno in vigore 12 mesi dopo l’entrata in vigore della normativa.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp
Return hub in Paesi terzi, ispezioni domestiche, detenzioni amministrative più lunghe: cosa prevede il Regolamento rimpatri approvato dal Parlamento europeo
Via libera dall'Europarlamento (con i voti dell'estrema destra) a uno dei pilastri del Patto migrazioni e asilo entrato in vigore lo scorso 12 giugno: cosa camb















