Il Parlamento europeo ha dato il via libera con 389 voti a favore 206 contrari e 32 astenuti all'avvio dei negoziati interistituzionali sulla direttiva rimpatri con una maggioranza composta da Ppe, Ecr, Patrioti e ultradestra.
Il testo, di cui il meloniano Ciriani è stato una dei relatori, amplia le possibilità di individuare un "paese di ritorno", includendo non solo il paese di origine ma anche paesi terzi.
Rispetto alla normativa attuale inoltre, la proposta dà priorità al rimpatrio coercitivo rispetto alla partenza volontaria e prevede la possibilità di creare centri di rimpatrio ("return hubs") in paesi terzi.
"Oggi abbiamo trasformato le parole in azioni. L'era delle politiche migratorie non vincolanti è finita. Grazie ai Patrioti, il Parlamento europeo ha approvato un approccio significativamente più rigoroso per far rispettare il rimpatrio dei migranti irregolari". Così il gruppo dei Patrioti al Pe, casa europea della Lega, nella lettera pubblicata a seguito del voto sul regolamento sui rimpatri in plenaria.
"Per mesi i partiti tradizionali sono rimasti bloccati nei negoziati, incapaci di ottenere risultati su questo dossier cruciale. Questa situazione di stallo è ora superata", sottolinea il gruppo dell'Europarlamento guidato dal francese Jordan Bardella, evidenziando che per anni "la Commissione europea, i tribunali e i media hanno attaccato gli Stati membri e i partiti politici che hanno osato resistere alla follia delle frontiere aperte, nonostante la politica migratoria dell'Unione europea abbia completamente fallito". "Una politica di rimpatrio rigorosa e applicabile può svolgere un ruolo importante - aggiungono i Patrioti -. Dopo un decennio di stallo politico, il Parlamento europeo ha finalmente adottato la sua posizione negoziale su un nuovo regolamento sui rimpatri. Unendo le forze con gruppi affini di destra, abbiamo dimostrato che una via alternativa è l'unica per garantire la sicurezza dell'Europa".












