Dopo il referendum sulla Giustizia, lo stesso ministro Carlo Nordio ha paventato il rischio di una "azione più invasiva delle toghe" su punti cruciali della politica del governo di centrodestra come sicurezza e immigrazione. Giovedì però il Parlamento Ue ha dato il via libera alla direttiva sui rimpatri, Hub e Paesi terzi che di fatto chiede al Consiglio Ue di recepire la linea-Meloni e gli accordi Tirana-Roma sull'immigrazione irregolare.
Un successo politico innegabile per l'esecutivo, che tanto ha puntato sul modello-Albania, e un colpo anche alla tendenza della magistratura nostrana a fare le barricate e ostacolare in ogni modo l'applicazione della legge nazionale a suon di ricorsi e cavilli. Basta pensare alle sentenze di Silvia Albano, giudice di Roma leader di Magistratura democratica, la corrente delle toghe più vicina al Pd.
IMMIGRAZIONE, VIA LIBERA DEL PARLAMENTO UE AL "PIANO ITALIANO": VINCE MELONI
È stato approvato in seduta plenaria al Parlamento europeo di Bruxelles l'avvio dei negoziati sulla riforma d...
Intervistato dal Tempo, l'eurodeputato di Fratelli d'Italia - ECR Carlo Fidanza, non a caso, punge: "Sappiamo quanta fantasia abbiano esercitato i magistrati politicizzati sulla vicenda immigrazione. La sinistra nelle scorse settimane ha attaccato Giorgia Meloni per aver detto che una certa magistratura aveva liberato criminali e stupratori. Ma è esattamente quello che è avvenuto, nelle numerosissime volte che sono stati annullati ordini di trasferimento e di rimpatrio di stranieri pluricondannati".









