Il referendum sulla giustizia stende i suoi effetti (negativi) anche sulla magistratura. Le toghe sembrano più divise oggi che prima del voto. Le dimissioni del segretario di Magistratura Indipendente, Claudio Galoppi, sono solo la punta dell’iceberg. Guidava la corrente più numerosa dell’Anm, quella che ha espresso il nuovo presidente, Giuseppe Tango, e che aveva indicato anche l’uscente Cesare Parodi, che ha svolto solo un anno su quattro di mandato e ha salutato con dimissioni sibilline «per gravi motivi famigliari».
Galoppi lascia sbattendo la porta, con una lettera alla presidente della corrente, Loredana Micciché. «Ho maturato la decisione con sofferenza», scrive, «dopo aver amaramente constatato intorno a me mancanza di trasparenza, carrierismi, attaccamento alle cariche, personalismi, piuttosto che leali confronti sui contenuti dell’azione associativa».
Il passo indietro non può non essere messo in relazione con la nomina per acclamazione di Tango, che è stata una sconfitta politica per i vertici di Magistratura Indipendente. Lo è stata per Galoppi, che solo un anno fa era riuscito a stoppare l’attuale fresco presidente, oggi 43enne, con la scusa della giovane età e a imporre Parodi benché si fosse classificato settimo tra i candidati alle elezioni.






