Parole che fanno riflettere, e non poco, l’intero universo garantista. Gian Domenico Caiazza, rappresentante dell’associazione promossa dalla Fondazione Einaudi, intanto, smentisce quanto diffuso dai giudici contrari ai quesiti. «Da nessuna parte – spiega – c’è scritto che il pubblico ministero sarà sottoposto al governo, che non sarà più obbligato a investigare anche in favore dell’indagato e che se vince il Sì saranno difesi solo i ricchi. Qualcosa di prossimo al delirio». Il referendum, al contrario, rappresenta l’occasione per confermare quanto scritto nell’art. 111 della nostra Costituzione e mai realizzato.