Tutti ricordano l’onorevole di Tuscania per la decennale esperienza a Montecitorio e, in modo particolare, per la nota al veleno, da capogruppo in commissione Giustizia, in cui criticava la riscrittura del testo sul processo breve. «È caduta – sosteneva la maschera. Solo il titoletto per nascondere all’opinione pubblicale vere intenzioni della maggioranza: far scappare Berlusconi dai suoi processi». Il più “anti-Nordio” di tutti nell’ufficio elettorale della Cassazione, però, sarebbe il dottore Alfredo Guardiano. In una chat di magistrati aveva invitato a votare “no” in blocco, convinto di partecipare a una conversazione privata. Un gesto che portò Forza Italia a rivolgersi direttamente al Presidente della Repubblica. Ma non è finita qui. Il magistrato, il 18 febbraio, sarà a Napoli per un convegno contro le modifiche proposte dal Guardasigilli. A chiarire su tale partecipazione, però, è lo stesso togato che parla di «attacchi infondati» e minaccia di querela Enrico Costa, il deputato azzurro che ha sollevato il caso su X. «Parteciperò all’evento - chiarisce -ma solo come moderatore». Una cosa è certa, l’abbondanza di “toghe rosse” tra chi ha sottoscritto l’atto, che avalla la raccolta firme sponsorizzata dalle opposizioni, preoccupa, e non poco, il centrodestra. Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ad esempio, ricordando quanto scritto in precedenza, sferra più di qualche dardo contro chi ha deciso sul nuovo quesito: «A me hanno insegnato al primo anno di giurisprudenza che il giudice dovrebbe essere terzo e imparziale, invece qua abbiamo magistrati già schierati per il No, che incredibilmente danno ragione al Comitato per il No. Un altro buon motivo per votare Sì».
Referendum, bufera sulla Cassazione: ecco chi sono le toghe rosse del fronte del "No"
L’ufficio elettorale della Cassazione, che ha deciso di cambiare il quesito referendario proposto dai giuristi di sinistra per far spostare la d...











