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Ultimo aggiornamento: 15:40
Adesso nel mirino della destra finiscono anche i giudici della Cassazione. Nonostante la decisione del governo di tirare dritto sulla data del referendum sulla Giustizia, l’ordinanza della Suprema Corte risulta indigesta ai partiti di maggioranza. L’avere costretto il Consiglio dei ministri a riformulare il quesito referendario – dopo che la Corte ha accolto la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare che ha superato le 500mila adesioni – provoca la reazione di Fratelli d’Italia e Forza Italia.
Galeazzo Bignami punta il dito su due giudici. Alfredo Guardiano che, attacca, “modererà un convegno sulle ragione del No” e Donatella Ferranti “ex deputata Pd e presidente della Commissione Giustizia fino al 2018”: “Serve altro per rendersi conto che non si può più attenere per ridare terzietà alla magistratura, rendendola indipendente dalla politica e dalle correnti e attuando l’articolo 111 della Costituzione? Serve votare Sì al referendum“, afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera dei deputati.
Va precisato che l’ordinanza dell’Ufficio centrale del referendum della Corte di Cassazione non era composto solo da Guardiano e Ferranti ma da 19 consiglieri più un presidente e un vicepresidente. Ma questo sembra irrilevante. “Dell’Ufficio che ieri ha deciso di cambiare il quesito referendario, fa parte il dottor Alfredo Guardiano. È lo stesso Alfredo Guardiano che il 18 febbraio modererà, con tanto di locandina già pubblicata, il convegno ‘Le ragioni del no: difendere la Costituzione è un impegno di tutte e tutti’, che si terrà a Napoli il 18 febbraio alle 17.30? Questo sarebbe il giudice terzo ed imparziale?”, scrive su X il deputato di Forza Italia Enrico Costa. Sulla stessa linea Maurizio Gasparri: “Guardiano è obiettivo in queste materie quanto io sono finlandese”, attacca il presidente dei senatori azzurri: “Si tratta – aggiunge – dello stesso Alfredo Guardiano del quale contestai affermazioni polemiche contro Berlusconi, il centrodestra e Forza Italia che aveva scritto su delle chat”.














