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7 FEBBRAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:54

Il governo forza nuovamente e tira dritto. Non cambia la data del referendum sulla Giustizia. Il Consiglio dei ministri ha deciso di confermare la consultazione per il 22 e 23 marzo. Unica novità è l’integrazione del quesito con gli articoli della Costituzione che vengono modificati dalla riforma della Giustizia che contiene la separazione delle carriere. Una scelta presa durante un consiglio dei ministri convocato d’urgenza dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione e durato 28 minuti.

“Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Giorgia Meloni, vista l’ordinanza dell’Ufficio centrale per il referendum comunicata il 6 febbraio 2026, ha deliberato di proporre al Presidente della Repubblica, per l’adozione del relativo decreto, di precisare il quesito relativo al referendum popolare confermativo già indetto con il decreto del 13 gennaio 2026 nei termini indicati dalla citata ordinanza, fermo restando lo stesso decreto”, si legge nel comunicato finale.