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7 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:58
Riunione d’emergenza del consiglio dei ministri alle 12 di oggi sul referendum sulla riforma della giustizia. La decisione arriva dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione, che ha riformulato il quesito referendario accogliendo la versione proposta dal comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta firme popolare che ha superato le 500mila adesioni.
La Cassazione ha detto sì all’inclusione degli articoli costituzionali che verrebbero modificati dalla riforma, una precisazione che i giuristi avevano richiesto per consentire agli elettori di esprimere un voto consapevole. Secondo la legge 352 del 1970 sul referendum, infatti, è obbligatorio indicare nel quesito le norme costituzionali coinvolte dalla proposta di modifica. La decisione ha riaperto la partita sulla data del voto, fissato dal governo per il 22 e 23 marzo. Non è detto infatti che l’esecutivo possa limitarsi a modificare il quesito senza spostare le urne a un momento successivo, in una data “fra il 50° e il 70° giorno successivo all’indizione del referendum”.












