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22 FEBBRAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 20:06
E’ Francesco Boccia, capogruppo del Pd al Senato, che per galvanizzare comprensibilmente la base elettorale alza l’asticella: il referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo è “la scelta più importante della legislatura” dice. “Interviene sull’equilibrio tra i poteri, non sull’organizzazione degli uffici” la spiegazione tecnica, “è una scelta politica che la maggioranza ha imposto senza modifiche. Per questo il referendum sarà anche un giudizio sul governo che quella riforma l’ha voluta e imposta”, azzarda il senatore democratico. Manca un mese al voto e, stando a diversi sondaggi, i fronti del Sì e del No cominciano i rispettivi percorsi di campagna elettorale dalla stessa mattonella. Il governo non rischia la sua pelle, soprattutto a poco più di un anno dalla fine della legislatura, ma di uscire ammaccato nella volata che porterà alle Politiche 2027 forse sì. E il centrosinistra lo vede come un nuovo tentativo di prima spallata, ma è memore per non dire prudente per com’è andata le volte scorse – le Regionali dagli esiti altalenanti, i referendum sul lavoro e sui diritti civili andati male. Però c’è arrivato il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti: “Per non entrare nel merito e quindi non chiarire all’opinione pubblica qual è effettivamente l’oggetto della questione, si preferisce buttarla in politica e far diventare questo referendum contro la Meloni”. O magari anche viceversa. Ad ogni modo da domani, lunedì, iniziano le tribune elettorali in tv, non prive di manovre tutte da chiarire sugli spazi televisivi, in particolare a favore del Sì. In realtà il primo confronto tra leader sarà a Palermo, alla fondazione Lauro Chiazzese, mercoledì: il ministro guardasigilli Carlo Nordio e il leader del M5s Giuseppe Conte. Ma il vicepremier Antonio Tajani scongiura: “Non è un referendum sul governo – afferma ad Affaritaliani – è un referendum per decidere se rinforzare la libertà in Italia con una giustizia giusta. Fino all’ultimo giorno spiegheremo ai cittadini le ragioni che vi spingono a sostenere la riforma. E’ importante andare a votare per scegliere se lasciare le cose come stanno con tutti i casi di malagiustizia oppure dare agli italiani una giustizia equa e giusta”.







