L’Ufficio centrale per il referendum presso la Corte di Cassazione ha accolto il nuovo quesito referendario sulla riforma della giustizia, così come riformulato dal Comitato dei 15 giuristi promotori della raccolta di 500mila firme.

La decisione, appresa da fonti della Cassazione, è contenuta in un’ordinanza ancora non formalmente depositata, ma che rappresenta un passaggio cruciale nel percorso del referendum costituzionale già indetto dal Governo per il 22 e 23 marzo.

Il via libera riguarda la riscrittura del quesito, che integra quello originariamente approvato con un’esplicita indicazione degli articoli della Costituzione interessati dalla riforma.

Nella nuova formulazione, al testo che chiede agli elettori se approvano la legge costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare, si aggiunge infatti il riferimento alle modifiche degli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Carta. Una precisazione che, secondo i promotori, rende il quesito più chiaro e comprensibile per l’elettore.

Dagli elementi che emergono dall’ordinanza dell’Ufficio centrale (di cui fa parte anche la magistrata Donatella Ferranti, già deputata Pd) la riformulazione è stata ritenuta ammissibile perché non muta l’oggetto del referendum, già regolarmente indetto, ma si limita a esplicitarne il contenuto normativo, chiarendo quali disposizioni costituzionali vengono incise dalla legge sottoposta al voto popolare.