StrasburgoIn particolare, sarà possibile aprire centri di detenzione in paesi terzi e detenere una persona oggetto di ordine di rimpatrio per due anni17 giugno 2026Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva a Strasburgo un nuovo regolamento europeo che dovrebbe facilitare le operazioni di rimpatrio dei cittadini di paesi terzi che non hanno il diritto di soggiornare sul territorio comunitario.Il testo legislativo, tassello di una evidente stretta all’immigrazione, è stato approvato con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. Tra le altre cose sarà possibile aprire centri di detenzione in paesi terzi e detenere una persona oggetto di ordine di rimpatrio per addirittura due anni.Domande di approfondimento generate da 24Ore AIMeloni: storico ok, è la strada del modello Albania«Oggi l’Italia ha ottenuto un grande successo in Europa. Il Parlamento europeo ha approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri, un provvedimento storico frutto soprattutto del lavoro del governo italiano che ci consente di rimpatriare velocemente chi non ha titolo a stare nell’Unione europea». Così in un video sui social, registrato mentre è a Evian per il G7, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.«Il regolamento prevede tra l’altro anche la possibilità di aprire centri di rimpatrio nei paesi terzi, quindi di fatto seguendo la strada aperta dal governo italiano con il protocollo con l’Albania, una soluzione innovativa che la sinistra italiana ed europea ha tentato di contrastare in ogni modo ma che grazie a questo governo è diventato oggi uno strumento a disposizione dell’Europa intera».I vescovi europei: «Profonda preoccupazione per stretta su rimpatri»La Commissione delle Conferenze episcopali dell’Unione europea (Comece) esprime «profonda preoccupazione per alcuni aspetti del nuovo quadro normativo che rischiano di indebolire l’effettiva tutela dei diritti fondamentali e della dignità delle persone vulnerabili. In particolare, l’ampliamento della detenzione, le limitazioni ai ricorsi e alle procedure di ricorso effettivi e la crescente esternalizzazione delle responsabilità verso paesi terzi sollevano gravi questioni etiche e umanitarie», affermano i vescovi parlando delle nuove norme approvate in Europa sui rimpatri dei migranti.Critiche dalle associazioni umanitarieEntrambe le misure sono una risposta alla probabile scelta del paese di origine di rifiutare il ritorno del proprio cittadino. Ciò detto, le misure hanno provocato le critiche di non poche associazioni umanitarie. Commentava Silvia Carta, dirigente dell’organizzazione non governativa Picum: «Una volta approvata, questa legge porterà allo smembramento delle famiglie e alla detenzione di adulti e bambini, che saranno poi rimpatriati in paesi che non conoscono nemmeno».