Migranti.18 giugno 2026 alle 00:40

Strasburgo.

Il quadro è completo. Il regolamento sui rimpatri approvato in via definitiva dal Parlamento europeo è il sigillo finale sulla grande tela della nuova gestione dei migranti inaugurata dall’Unione europea. Per alcuni è l’ultimo mattone issato sulla Fortezza Europa, per la Commissione europea è il tassello che integra il Patto Migrazione e Asilo, appena entrato in vigore, e che servirà ad accantonare il basso tasso di decisioni di rimpatrio realmente effettuate.

La norma, presentata dall’esecutivo Ue solo nel marzo 2025, sarà ricordata anche per essere tra i primi provvedimenti, assieme ai regolamenti sui Paesi terzi sicuri e sui Paesi di origine sicuri, ad essere stata approvata da una maggioranza composta dai popolari del Ppe e dalle destre di Ecr, Patrioti ed Europa delle nazioni sovrane, che sono riusciti a raccogliere 418 voti (29 voti in più rispetto al mandato negoziale di marzo) contro i 218 delle sinistre che hanno respinto la legge. Divisi i liberali tra i 37 eurodeputati a favore, 21 contrari e 12 astenuti. Il regolamento introduce un quadro comune europeo per i rimpatri, imponendo loro l’obbligo di lasciare il territorio dello Stato membro interessato e di cooperare con le autorità. In caso di mancata cooperazione, rischio di fuga o minaccia alla sicurezza, sarà possibile disporre il trattenimento fino a 24 mesi, prorogabile fino a sei mesi. Le autorità nazionali potranno effettuare perquisizioni e sequestri di effetti personali e dispositivi elettronici, previa autorizzazione, per agevolare i rimpatri.