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Redazione online
L'assemblea si spacca in due: favorevoli Ppe e destra, contrari socialisti, verdi e parte dei liberali. Meloni: «Avevamo promesso di cambiare l'Europa e l'abbiamo fatto»
Il Parlamento europeo ha approvato le modifiche alla politica dell'Ue sul rimpatrio dei migranti e dice sì alla nascita di hub in paesi terzi. L'accordo raggiunto il primo giugno con il Consiglio Europeo è stato approvato in plenaria dall'Eurocamera con 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni. A favore del provvedimento si sono espressi i gruppi di centro-destra ed estrema destra. Contrari Socialisti, Versi e parte dei liberali.
Il nuovo testoo consentirà agli Stati membri di trasferire i richiedenti asilo a cui è stata respinta la domanda, e che sono oggetto di una decisione di espulsione, verso paesi terzi «sicuri» con cui vi siano accordi specifici in questo senso. In questi paesi terzi, i migranti senza diritto di restare nell'Ue, comprese le famiglie con minori (ma non i minori non accompagnati) potranno restare indefinitamente, oppure attendere di essere rimpatriati nel paese d'origine. Se questo non sarà possibile, il regolamento prevede che il rimpatrio possa avvenire con il trasferimento del migrante in un altro Stato terzo «sicuro» (la definizione riguarda il rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale), anche quando in realtà il migrante stesso non ha nessun legame, di nessun tipo, con il paese di destinazione.













