Sull’onda della crescita dei consensi all’estrema destra in Europa, la Ue mostra un volto feroce verso i migranti e si dota di un regolamento draconiano per espellere gli indesiderati. Nella notte tra lunedì e martedì, Parlamento europeo e Consiglio si sono messi d’accordo, sulla base della proposta fatta dalla Commissione nel marzo 2025, su un «nuovo sistema comune» per permettere “rimpatri” con procedure «più rapide, più semplici, più efficienti».
IL REGOLAMENTO è il complemento del Patto Asilo e Migrazioni, che già comprende una decina di legislazioni e che deve entrare in piena applicazione entro il prossimo 12 giugno. «L’accordo mostra che rimettiamo ordine nel sistema europeo di gestione delle migrazioni – ha commentato il commissario agli Interni e Migrazioni, l’austriaco Magnus Brunner – grazie a queste nuove regole controlliamo di più chi può entrare nella Ue, chi può restarci e chi deve andarsene, è quello che aspettano i cittadini», secondo il testo «nel pieno rispetto dei diritti fondamentali».
C’È STATA TENSIONE sulla data dell’entrata in vigore del nuovo regolamento complementare, che dovrà comunque passare attraverso un voto in plenaria al parlamento europeo e una formale adozione del Consiglio, per sostituire completamente la direttiva “rimpatri” del 2008: su pressione della destra, alcune norme secondo il Ppe potrebbero essere già applicate entro qualche settimana. L’intento è di procedere il prima possibile: la commissione Libertà civili potrebbe adottarlo entro il mese di giugno per approdare nella plenaria del 6-9 luglio, prima della pausa estiva. Per altre, ci sarà un’attesa di un anno, tra queste gli interventi di sorveglianza intrusiva al domicilio dei migranti, una imitazione delle pratiche della Ice statunitense. Molto più in fretta, invece, potrebbe diventare realtà la “piattaforma di rimpatrio” per i migranti cittadini di paesi che rifiutano di riaccoglierli dopo l’espulsione. Si parla qui di centri per migranti espulsi in paesi terzi fuori dalla Ue.













