Bologna, 18 giugno 2026 – Escono dai portoni delle loro scuole con il dizionario tra le mani e lo sguardo di chi, dopo questa mattina, ha superato uno dei primi ostacoli della vita da ‘adulti’: la prima prova dell’Esame di Maturità. E’ finito, lasciando dietro di sé ansia e adrenalina, lo scritto di italiano e i maturandi non potrebbero esserne più sollevati.
Studenti e studentesse si sono dovuti confrontare con sette tracce: a Bologna, tra i giovani intervistati del liceo Galvani e del liceo Righi, la prediletta è stata la tipologia C, cioè quella del tema di attualità: proposti un brano dall'articolo "Funziona a meraviglia" della giornalista tedesca Wenke Husmann (Die Zeit), pubblicato su Internazionale, su scienza, ragionamento scientifico capacità di farsi stupire (C1); un brano dal libro "Alzarsi all'alba" di Mario Calabresi, storie di persone che abbracciano la fatica come cifra essenziale dell'esistenza (C2).
Le reazioni all’esterno del Galvani
In via Castiglione, la maturanda ‘zero’, che ha seguito nell’istituto i cinque anni di EsaBac, varca la soglia dell’uscita poco prima delle 13: “Siamo arrivati finalmente alla fine. Le tracce non mi sono piaciute tantissimo: sono usciti autori come Pavese, che non avevamo studiato”. Alla fine, la scelta è caduta su Calabresi: “L’ho collegato a Verga e Pirandello – racconta Alyssa -. Sono soddisfatta, ma l’importante è uscire. Domani ci sarà inglese e sono molto tranquilla”. Nel futuro, “vorrei prendermi un anno per lavorare e staccare un po’, dopo questi cinque anni che sono stati impegnativi. Ci penserò con calma”.














