Esiste una versione adulta dell’incanto? Immerso nelle tracce della prima prova di maturità c’era questo interrogativo definito e chiesto ai giovani studenti. Ed è stata tra le scelte più gettonate dei maturandi.
Al via l’esame con la prima prova di italiano tra Pavese con "Passerò per Piazza di Spagna", Brancati con "Il piacere della memoria", Saragat sulla democrazia, Bianucci sulla creatività scientifica, Furedi sul confine generazionale, Husmann sulla meraviglia e Calabresi sulla fatica. Camminando tra gli angoli della Cittadella, a mano a mano, cominciavano ad uscire dalle aule i ragazzi che hanno raccontato le loro scelte, la loro notte prima degli esami e le prospettive future.
"Ho scelto la traccia sulla meraviglia concentrandomi su ciò che vedono i bambini – dice Aurora Farneschi del Rosmini, indirizzo scienze umane – ci stupiamo sempre di meno e dovremmo imparare dai bambini per meravigliarci delle piccole cose, invece cerchiamo risposte su internet. Pensavo di vivere peggio la fine della scuola, sto realizzando solo in questi giorni che è finita. Invece sto cercando delle università sull’aspetto umanistico ma il mio piano A è provare il concorso in Polizia di Stato".
"Anche io ho scelto la traccia sulla meraviglia – dice Federico Basile del Rosmini, indirizzo linguistico Cambridge – e mi sono collegato a tanti autori e poeti, infatti alla domanda sull’incanto ho argomentato che ci sono tante passioni per risvegliare la meraviglia dentro di noi".












