Delicata anche la questione delle sanzioni. Gli Stati Uniti hanno accettato di non imporre nuove sanzioni all'Iran fino alla firma dell'intesa, di alleggerire quelle sul petrolio e, dopo, di rimuovere quelle già esistenti. Il tutto, come conseguenza del rispetto degli impegni di pace da parte di Teheran. Dal canto suo, però, il regime vuole almeno i 12 miliardi di dollari bloccati nelle banche estere, ovvero la metà dei soldi congelati per via delle sanzioni. E li vuole subito, al momento della firma: altrimenti, ha detto il vice ministro degli Esteri, non passerà alla fase due dei negoziati. Se anche questo nodo verrà sciolto, nei due mesi successivi si dovrebbe definire anche un piano di ricostruzione del Paese da 300 miliardi a carico, stando alle indiscrezioni trapelate finora, degli Usa. Il tutto, afferma l’Iran, sancito da una risoluzione Onu.
Hormuz, nucleare, sanzioni: i nodi dell'accordo tra Usa e Iran ancora da sciogliere
La fase due, durante la quale andranno risolte le diverse questioni rimaste in sospeso, dovrebbe durare 60 giorni a partire dal giorno della firma.














