Siglato l'accordo, adesso la sfida per Usa e Iran sarà quella di riuscire a preservare la tenuta del Memorandum di Islamabad sciogliendo i nodi più spinosi dell'intesa. Una partita da giocare durante i negoziati tecnici dei prossimi 60 giorni, scadenza che lo stesso presidente Usa ha definito "non inderogabile", ammettendo la possibilità che "potrebbe servire più tempo". Dalla gestione dello Stretto di Hormuz, al disimpegno militare di Israele in Libano, fino al programma nucleare di Teheran e il massiccio piano d'investimenti per l'Iran, ecco i principali punti al centro delle trattative.

* HORMUZ. Al quinto punto del Memorandum l'Iran accetta di consentire il passaggio delle petroliere e delle altre navi commerciali attraverso lo Stretto, ma solo per i 60 giorni coperti dai termini dell'intesa. Successivamente, l'obiettivo del regime è quello di far pagare "una tariffa di servizio" alle imbarcazioni, come dichiarato dal presidente del Parlamento Ghalibaf, e di gestire "l'amministrazione dei relativi servizi marittimi" insieme all'Oman. Un probabile punto d'attrito con Washington, che certificherebbe una regressione rispetto alla situazione prebellica.

* LIBANO. Nonostante l'accordo includa Beirut nella cessazione delle ostilità, Netanyahu ha ribadito che lo Stato ebraico "non abbandonerà la fascia di sicurezza nel sud del Libano finché le nostre esigenze lo richiederanno". In realtà, la mappa di dispiegamento dell'Idf nella parte meridionale del Paese indica che l'esercito presidia ancora zone che oltrepassano la Linea gialla. La questione, che rischia di far saltare il banco, è oggetto dei negoziati fra Israele e gli Usa, descritti da un funzionario israeliano come un braccio di ferro "teso".