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Fra difficoltà e toni accesi, proseguono gli sforzi di Usa e Iran per il raggiungimento di un accordo entro i 60 giorni stabiliti dal memorandum d'intesa. "Abbiamo gettato le fondamenta - ha detto il vicepresidente JD Vance, prima di lasciare la Svizzera - Non abbiamo ancora costruito la casa, ma abbiamo posto basi solide per raggiungere un risultato positivo per il popolo americano".
Dopo l'incontro fra le due delegazioni, le parti in causa continueranno a confrontarsi sui vari paragrafi dell'intesa con tavoli tecnici. I punti principali della maratona negoziale restano il libero passaggio delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz e l'annuuncio dell'ok di Teheran a far tornare nel paese gli ispettori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica. Una dinamica che, fa sapere il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei spegnendo qualsiasi entusiasmo, avverrà "in conformità con le procedure esistenti" e "le decisioni del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale".
Secondo l'Iran la conversazione sul tema del nucleare è stata "brevissima" e "non si può affermare che siano iniziati i negoziati in merito". Intanto, però, il Dipartimento del Tesoro americano, "in linea con i colloqui produttivi" avvenuti in Svizzera, ha reso noto di aver "emesso una licenza generale temporanea della durata di 60 giorni che autorizza la produzione, la consegna e la vendita di petrolio iraniano".











