Dopo la firma digitale, Hormuz riparte. Gli Stati Uniti hanno già fatto passare 12 navi iraniane dallo stretto. Ma il Memorandum in 14 punti lascia insoluti molteplici dettagli cruciali
Il memorandum d’intesa in 14 punti tra Stati Uniti e Iran è stato siglato ed è in vigore. Ma la firma digitale di entrambi gli schieramenti ha fatto saltare la cerimonia tra le delegazioni previsto a Lucerna. Il vicepresidente Usa JD Vance, nel mentre, non sa ancora quando e se andrà in Svizzera per i negoziati – «dipende dagli iraniani» – e allora azzarda: «Credo nel weekend». Resta il fatto che da oggi, giovedì 18 luglio, scatta il periodo di 60 giorni per negoziare e raggiungere l’accordo finale, estendibile – come previsto dal testo – in caso di «intesa reciproca». Gli Stati Uniti hanno intanto tolto il blocco navale, e già fatto passare 12 navi iraniane dallo stretto di Hormuz, i vascelli occidentali riprendono così la navigazione (c’è pure la Grande Torino della Grimaldi).
Perché il memorandum di pace è una sconfitta per gli USA – La video-analisi di Dario Fabbri
Il messaggio (scritto) della Guida Suprema
Da Teheran è arrivata la prima presa di posizione della guida suprema Mojtaba Khamenei, che in un messaggio diffuso dai media iraniani ha spiegato di aver autorizzato l’intesa pur con una posizione inizialmente diversa: «Avevo una visione diversa, ma in virtù dell’impegno assunto dal presidente Pezeshkian ho dato la mia autorizzazione». Poi, l’accusa a Trump. «Ha firmato per debolezza e necessità», dice, o meglio scrive, Khamenei.










