Qualche ora dopo la firma, a Versailles, del memorandum in 14 punti che fissa le basi della trattativa di 60 giorni con l’Iran, il presidente Trump scrive su Truth Social: «Il petrolio scorre, l'Iran non potrà mai avere un'arma nucleare (il mondo sarà al sicuro!), i mercati azionari stanno ruggendo». In modo speculare, dall’Iran viene diffuso in serata un importante messaggio della Guida suprema Mojtaba Khamenei: «È stato firmato un memorandum d'intesa tra i presidenti dell'Iran e degli Stati Uniti. Avevo un'opinione diversa, ma l'ho approvato in virtù dell’impegno assunto nei miei confronti dal presidente Pezeshkian». Ha aggiunto: «Il presidente Trump, mosso dalla disperazione, ha usato ogni tipo di leva per giungere a questo risultato». E nel pomeriggio il vicepresidente JD Vance in una conferenza stampa esalta la riapertura dello Stretto di Hormuz: «Il piano di pace sta già dando frutti concreti per il popolo americano: 12,5 milioni di barili di petrolio hanno attraversato lo Stretto. Si tratta del livello più alto dall'inizio del conflitto. I prezzi del petrolio sono scesi quasi al livello precedente allo scoppio della guerra».

Lo Stretto di Hormuz è stato riaperto anche per la nave mercantile italiana Grande Torino del Gruppo Grimaldi, bloccata da oltre cento giorni nel Golfo Persico. Ma come dimostrano le frasi, al solito non pacate, di Trump, e la successiva conferenza stampa di Vance, la Casa Bianca ora è impegnata in una controffensiva mediatica per arginare i commenti negli Usa sempre più insistenti secondo cui quel memorandum rappresenta un risultato deludente, per usare un eufemismo. Tra i detrattori dell’intesa, poi, c’è il premier israeliano Benjamin Netanyahu: nel testo - che pure non coinvolge direttamente come parte in causa Tel Aviv - si scrive che cesseranno gli attacchi dello Stato ebraico in Libano. Replica piccato JD Vance, con parole insolitamente corrosive nei confronti del governo israeliano: «Quello che mi dà fastidio è che abbiamo visto persone nel governo di Bibi attaccare l'accordo e in alcuni casi hanno attaccato personalmente il presidente. Il mio messaggio è che Trump è l'unico capo di Stato in tutto il mondo che è solidale con Israele. Ed è anche il capo della superpotenza mondiale. Se io fossi nel governo israeliano non attaccherei l'unico alleato potente che mi è rimasto nell'intero mondo». Trump conferma la sua posizione: «Ci aspettiamo un cessate il fuoco completo su tutti i fronti, compresi Libano, Hezbollah e Israele». C’è poi il nodo dei 300 miliardi di dollari di compensazioni per i danni di guerra che il memorandum assegna all’Iran. Vero, non saranno garantiti dagli Usa, ma dai Paesi del Golfo; in ogni caso, non sembra il segnale di una sconfitta di Teheran. Trump è furioso: «Questi idioti, che pensano che io non sia stato abbastanza duro con l'Iran, proprio mentre la Borsa ha appena raggiunto un massimo storico e i prezzi del petrolio stanno crollando, sono o invidiosi, o persone cattive, o stupidi. Non ci sono 300 miliardi di dollari all'Iran dagli Usa. È una fake news». Secondo il Financial Times l'amministrazione Trump consentirà all'Iran di accedere a 6 miliardi di fondi congelati in Qatar. Aggiunge Vance: «L'unico modo in cui gli iraniani avranno queste risorse è che rispettino a pieno l'accordo. Gli Stati Uniti non allenteranno la presa sull'economia iraniana, finché non cambieranno il loro comportamento in maniera decisiva. Il loro programma nucleare è stato completamente distrutto. La loro capacità di arricchimento e gli impianti che utilizzavano per sviluppare l'arricchimento e potenziali armi nucleari sono distrutti. Le loro forze armate convenzionali sono distrutte». Resta un dato: il memorandum è un punto di partenza, non di arrivo. I 60 giorni per trovare un’intesa sulla sua applicazione sono già scattati. In Svizzera, dove avrebbe dovuto tenersi la cerimonia della firma, nei pressi di Lucerna restano attive imponenti misure di sicurezza. I media locali documentano l’atterraggio di almeno due aerei da trasporto militari americani. In particolare, la Luzerner Zeitung pubblica la foto di un Boeing C-17 Globemaster III, «presumibilmente trasporta veicoli per il governo degli Stati Uniti». Vance conferma: «Il nostro piano è di recarci in Svizzera. I negoziati tecnici inizieranno probabilmente nel corso di questo fine settimana, ma il piano potrebbe cambiare: non è facile per i rappresentanti dell'Iran lasciare il Paese e quindi stiamo cercando di capire esattamente quando ciò avverrà». E sulle parole di apprezzamento di Leone XIV dice: «Sono felice che il Papa dica cose positive sul memorandum di intesa». Trump sembra però avere scelto Vance come capro espiatorio se i negoziati falliranno («se le cose funzionano, mi prenderò il merito, se non funzionano darò la colpa a JD»). Minimizza il vicepresidente: «Penso che il presidente scherzasse come fa spesso».