Roma, 22 giugno 2026 – E mentre Donald Trump minaccia, pubblica compulsivamente sui social e complica i negoziati, il dialogo tra Stati Uniti e Iran va avanti. Come annunciato dai mediatori di Pakistan e Qatar, per tutta la settimana in Svizzera proseguiranno i colloqui tecnici, dopo una maratona di 18 ore e dopo che Teheran ha incassato la licenza statunitense che consente produzione, consegna e vendita di greggio iraniano fino al 21 agosto, cioè per i sessanta giorni previsti dal memorandum. “Sono stati liberati alcuni beni congelati ed è stato avviato un importante piano di ricostruzione e sviluppo”, ha annunciato il ministro degli Esteri Abbas Araghchi.

Per il vicepresidente JD Vance il primo round è stato “un incontro storico”, in cui sono stati fatti “progressi” e gettate “ottime basi per l’intesa finale”. Le buone notizie, per Washington, sono tre: la riapertura dello Stretto di Hormuz, il ritorno degli ispettori dell’Aiea in Iran e l’istituzione di un meccanismo di coordinamento per fermare il conflitto tra Israele e Hezbollah in Libano. Vance ha definito una “pietra miliare” la decisione iraniana di consentire le verifiche nucleari, anche se erano già previste dall’accordo negoziato da Obama e stracciato da Trump, ed erano proseguite fino agli attacchi congiunti statunitensi e israeliani che hanno dato inizio alla guerra il 28 febbraio.