«Non crediamo che l'Electrolux possa ritirare il piano di tagli al personale, temiamo che arriveranno presto le lettere di licenziamento e non sappiamo se giungeranno in contemporanea in tutti gli stabilimenti o gradualmente, prima ad uno e poi all'altro». Le parole sono di Michela Cortello, Rsu Fiom Cgil, ma equivalgono alle preoccupazioni degli operai della multinazionale, raccolte ieri mattina durante il volantinaggio al mercato.
L'INIZIATIVA
Lunedì i sindacalisti di Fim, Fiom, Uilm, Rsu Electrolux saranno a Roma al ministero delle Imprese e del Made in Italy, per il secondo tavolo di confronto sulla crisi del gruppo Electrolux per scongiurare la chiusura degli stabilimenti e delle linee, il mantenimento dell'occupazione e un nuovo piano industriale a fronte del ritiro immediato di 1.719 esuberi. Giovedì, alle 9 i lavoratori si concentreranno alla portineria nord dell'Electrolux di Porcia, alle 9.30 partirà il corteo che approderà alle 10.30 davanti alla Prefettura per chiedere un impegno ufficiale a salvare la fabbrica e le maestranze. Chi ne ha viste, di battaglie, riferisce che c'è una rassegnazione della popolazione, perché non comprende che se mancherà il lavoro in questa azienda internazionale ne risentirà tutta la città. «Se cadrà l'Electrolux, porterà via con sé tutto, ditte esterne del comparto gomma-plastica, perfino quelle di pulizia e la mensa. Settanta realtà dell'indotto e noi andremo a Pordenone solo per passeggiare riferisce Cortello e non più a fare acquisti». L'appello è corale, rivolto al Governo. «Questa volta afferma la rappresentante della Cgil si dovrà davvero impegnare per portare a casa il risultato». «Abbiamo davvero paura che l'azienda non ritiri il piano - le fa eco Simonetta Chiarotto della Fiom sappiamo che ha la possibilità di farlo».











