Non è il ritiro del piano lacrime e sangue presentato nelle scorse settimane, ma Electrolux ha accettato di dialogare con governo e sindacati sul futuro degli stabilimenti italiani. Ieri il colosso svedese del bianco ha comunicato al tavolo aperto presso il Mimit che sospenderà per i prossimi 50 giorni i licenziamenti che coinvolgono 1.700 lavoratori e lo stop al sito di Cerreto d'Esi, in provincia di Ancona.No ad azioni unilaterali Soddisfatto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ieri aprendo il tavolo aveva mandato un messaggio chiaro a Electrolux: «Chiedo all'azienda, cui spetta compiere il primo passo, di non dare seguito alle azioni unilaterali annunciate e di aprire da subito un confronto vero e serrato al Mimit, con tutte le parti e con un programma ravvicinato di incontri». All'incontro erano presenti i sindacati metalmeccanici, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, i rappresentanti di Confindustria e quelli delle Regioni coinvolte.

Vista la crisi dell'industria del bianco a livello mondiale e i costi di produzione in Italia, è difficile capire quali sono davvero i margini della trattativa. L'azienda, oltre a rivendicare investimenti per 750 milioni negli ultimi dieci anni, si è detta «disponibile a proseguire il confronto» per trovare soluzioni orientate a migliorare il costo dei prodotti e a garantire la sostenibilità del gruppo, «individuando tutti gli strumenti e le misure possibili per gestire questa situazione di difficoltà».Urso spinge per "arrivare nel più breve tempo possibile a una nuova proposta industriale sostenibile e condivisa, fondata su investimenti, innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell'occupazione".Non meno cauti sono i sindacati. «L'incontro di oggi è stato molto complesso, siamo di fronte ad una tregua armata tra noi ed Electrolux», ha affermato il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma. «La situazione non è risolta definitivamente, questo è un primo passo», ha aggiunto il neo leader della Uilm Davide Sperti. Mentre il suo omologo della Fim Cisl, Fernando Uliano, sottolinea che «è molto importante l'impegno politico che è stato preso».Dopo la Cassazione Sempre ieri al Mimit si è tenuto un tavolo di un'altra vertenza, forse ancora più complessa: quella di Ilva. L'incontro tra il ministro Urso e i sindacati territoriali segue la decisione della Corte di Cassazione di non dissequestrare l'altoforno 1 di Taranto, fermo da un anno dopo un incendio che si è verificato nel maggio scorso. Il titolare del Mimit ha sottolineato che questo stop è costato finora all'azienda una perdita di due miliardi tra mancata produzione e spesa per gli ammortizzatori sociali.Intanto vanno avanti le trattative per cedere l'ex Ilva. I sindacati spingono per una nazionalizzazione, mentre i due interessati all'acquisto - gli indiani di Jindal e gli americani di Flacks - premono perché i commissari si esprimano al più presto sulle loro offerte. Oggi il fondo americano terrà una riunione con i rappresentanti di Danieli e di Metinvest per studiare l'avanzamento del dossier.