Arriva l’ennesimo Electro-shock (così l’hanno soprannominato loro stessi) per i lavoratori di Electrolux Italia, protagonisti loro malgrado di un piano industriale dell’azienda da oltre 1700 esuberi. Lo dicono le stesse rappresentanze dei lavoratori, oggi in audizione alla Camera: “nonostante l'impegno preso il 25 maggio” da Electrolux, “anche davanti al ministro Urso, di non procedere con azioni unilaterali, sono state avviate sin da oggi produzioni gemelle in Polonia” rispetto a quelle a Cerreto d'Esi (che l’impresa vuole chiudere), spiega la segretaria confederale della Fiom-Cgil, Barbara Tibaldi. E spunta anche l’ipotesi che sia in corso una vendita mascherata.
Appena due giorni fa, al tavolo organizzato dal Ministero delle Imprese, la multinazionale si era impegnata con i sindacati a non spostare produzioni o licenziare senza prima proseguire nel confronto, il cui prossimo appuntamento è fissato per il 15 giugno. Il ministro – per cui il piano è “irricevibile, inaccettabile” e va ritirato – aveva dato a Electrolux tre settimane per ripensarlo e presentarne uno fondato su investimenti e innovazione, tutela degli stabilimenti e salvaguardia dell'occupazione. “Noi siamo pronti a fare la nostra parte”, aveva garantito.












