di

Paolo Tomaselli

La Fifa all’inizio aveva pensato a una chiusura in Texas, dove i nuovi stadi di Dallas e Houston hanno l’aria condizionata e la temperatura percepita dovrebbe essere attorno ai 18 gradi

EAST RUTHERFORD I ricordi di Usa ‘94 e del suo caldo torrido sono destinati a riaffiorare in superficie, fra una pausa per rinfrescarsi e l’altra. Quelle temperature, più asfissianti per l’umidità nella costa Est dove l’Italia di Sacchi aveva giocato il girone e più ustionanti sotto il sole della California nella finale di Pasadena a mezzogiorno, ci sono sempre. Ma la democrazia del calore non esiste più, perché alcuni stadi sono climatizzati e altri no, compreso quello di New York/New Jersey, che non ha nemmeno una copertura per riparare il pubblico dal sole. E nel quale il 19 luglio alle 15 sarà la giocata la finale, con una temperatura attorno ai 35 gradi, molto umidi. La Fifa all’inizio aveva pensato a una chiusura in Texas, dove i nuovi stadi di Dallas e Houston hanno l’aria condizionata e la temperatura percepita dovrebbe essere attorno ai 18 gradi. Fresco è anche l’avveniristico stadio di Atlanta e quello di Los Angeles costato 4 miliardi di euro, il più costoso al mondo, meritava la finalissima. Ma East Rutherford ha vinto la battaglia politica, anche se perderà quella del caldo. Ma l’ultimo atto, in programma il 19 luglio, per adesso è un miraggio lontano, prima bisogna attraversare gli ostacoli di una Coppa a più velocità, in cui solo per le due semifinali a Dallas e Atlanta è garantito lo stesso vantaggio per tutti. Bloomberg, incrociando stadi, orari e temperature medie degli ultimi dieci anni ha stilato la «classifica».