Metti che con quasi 40 gradi in campo si stia giocando una partita dei Mondiali e che si ricorra a pause per rinfrescarsi. Un modo per far respirare i giocatori ed evitare colpi di calore. Metti che quelle pause siano male organizzate e poco bene utilizzate per quello scopo.

È qui che la discussione tra gli esperti in materia e le società sportive si infiamma. I Mondiali del 2026 si fermano due volte a partita: in quel frangente si distribuiscono bevande, vengono proiettati spot pubblicitari e i tifosi fischiano. E mentre la Fifa, l'organo di governo del calcio mondiale, sostiene che queste "pause per l'idratazione" servano al benessere dei giocatori, che siano una risposta all'aumento delle temperature e al crescente rischio di colpi di calore, dall’altra c’è chi tra gli addetti ai lavori sostiene che proprio la Fifa stia sbagliando approccio e rischi di trasformare un'idea valida in un pessimo esempio.

Cosa prevede il regolamento anti-caldo in campo

Per la prima volta questi Mondiali di calcio fanno tappa in tre Paesi diversi, ossia Messico, Stati Uniti e Canada. E tra le novità che contengono c’è l'introduzione dei cooling break o hydration break, che sono pause obbligatorie per bere già viste in alcuni tornei dell'ultima stagione. Come funzionano? La Fifa ha deciso che il gioco si fermi automaticamente al 22° minuto del primo tempo e al 22° del secondo tempo. Non solo, perché anche in caso di tempi supplementari i calciatori avranno a disposizione la pausa obbligatoria.