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16 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:24
Il termometro sfiora i 35 gradi, l’umidità soffoca, i giocatori arrancano. Il calcio globale ha scelto di ignorare la realtà climatica. A dimostrarlo è quanto sta accadendo negli Stati Uniti, teatro della prima edizione del Mondiale per club Fifa. Mentre la competizione prende forma e alterna partite dignitose a risultati indecorosi, emerge con forza un problema che rischia di stravolgere la regolarità e la sicurezza dell’evento: il caldo estremo.
Le proteste sono iniziate da chi il campo lo vive in prima persona. Il primo a denunciare la situazione è stato Marcos Llorente, centrocampista dell’Atletico Madrid, al termine della sfida contro il Psg disputata a mezzogiorno a Pasadena, in California. “È impossibile. Fa un caldo terribile. Avevo le dita dei piedi doloranti, le unghie mi facevano male, non riuscivo a fermarmi né a ripartire. È incredibile, ma visto che è lo stesso per tutti non c’è da lamentarsi”, ha dichiarato, con un misto di frustrazione e rassegnazione.












