Nono solo stadi vuoti e ritmi lenti; ora a remare contro il Mondiale per club negli Stati Uniti ci si mette anche il maltempo.
Pioggia, tempeste e fulmini continuano ad imperversare sugli stadi che ospitano i match della nuova competizione voluta dalla Fifa e Benfica-Auckland City di ieri è il quarto match interrotto per lo stesso motivo legato all'ormai noto - per la Mls, il massimo campionato di calcio statunitense - fenomeno del 'Weather Delay'.
Sull'impianto di Orlando, l'Exploria Stadium, si è abbattuta una violenta tempesta che ha portato l'organizzazione a sospendere la partita tra i portoghesi e i neozelandesi, valida per il gruppo C, e ha invitato i tifosi presenti sugli spalti a lasciare i loro posti per ripararsi. "Questa è la partita più lunga della mia carriera", ha dichiarato l'allenatore del Benfica, Bruno Lage. "Un ringraziamento speciale ai nostri tifosi, che sono stati qui per cinque ore a sostenere la squadra". Prima di Benfica-Auckland erano state interrotte altre tre partite: qualla tra Ulsan HD e Mamelodi Sundows (rinviata di un'ora mercoledì a Orlando), tra Pachuca e Salisburgo al TQL Stadium di Cincinnati e Palmeiras-Al Ahly.
Quanto visto in questi giorni negli stadi americani dove il prossimo anno si giocheranno i Mondiali di calcio sta diventando quasi una consuetudine: se un tempo la pioggia battente o il vento forte venivano affrontati con spirito di sacrificio, oggi la sicurezza, la qualità del gioco e gli interessi economici hanno cambiato le regole. Al Mondiale per Club, il massimo torneo Fifa per squadre di club, il fenomeno del 'Weather Delay', ovvero la sospensione, il posticipo o il rinvio delle partite per condizioni meteorologiche avverse, è diventato una problematica sempre più rilevante e che in alcuni ha lasciato perplessi i tifosi collegati da ogni parte del mondo.












