​PORDENONE - La cornacchia di via Damiani continua a infiammare il dibattito in città e inevitabilmente anche sui social network, dove però i toni hanno superato i limiti della civiltà e dell’educazione. Dopo le polemiche sull’ordinanza di abbattimento e la successiva sospensiva del Tar, al centro della discussione finiscono infatti proprio gli insulti, i commenti omofobi e le minacce di morte ricevuti sul web dal sindaco Alessandro Basso. Sul tema interviene il Partito democratico che, insieme al gruppo consiliare dem e ai rappresentanti della Lista Pordenone in Salute, esprime solidarietà al primo cittadino ma, allo stesso tempo, accusa Fratelli d’Italia e il centrodestra di non aver preso pubblicamente posizione. Una lettura respinta dal coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Emanuele Loperfido, che ribadisce la «totale solidarietà politica e umana» del partito nei confronti del sindaco.

L’OPPOSIZIONE Il segretario provinciale del Pd Fausto Tomasello e il segretario del circolo cittadino Alessandro Genovesi, a nome del partito e insieme agli esponenti di Pordenone in Salute, condannano gli attacchi ricevuti da Basso. «Si tratta di commenti sgradevoli, ignobili e omofobi, aggravati anche da minacce di morte. Indipendentemente da come è stata gestita la vicenda della cornacchia e al di là delle diverse opinioni sull’ordinanza e sulla decisione del Tar, non è ammissibile assistere ad attacchi così violenti e indegni da parte di persone che si nascondono dietro una tastiera». Pd e Pordenone in Salute pongono però anche una questione politica. «Ci ha sorpreso e sconcertato che nessuno di Fratelli d’Italia, il partito di cui fa parte il sindaco, né degli altri gruppi di maggioranza abbia sentito il dovere di esprimere pubblicamente solidarietà per quanto accaduto. E questo vale sia a livello locale sia regionale e nazionale». Gli esponenti dell’opposizione ricordano inoltre come, recentemente, lo stesso Alessandro Basso fosse stato tra i pochi esponenti di Fratelli d’Italia e del centrodestra a prendere pubblicamente le distanze dalle dichiarazioni del deputato Roberto Menia, giudicate omofobe e sessiste nei confronti della comunità gay. «Per questo stupisce ancora di più il silenzio registrato in questi giorni», osservano. Secondo Pd e Pordenone in Salute, la mancata presa di posizione del centrodestra sarebbe «un evidente segnale politico» e dimostrerebbe come Basso sia «sempre più solo all’interno del suo partito e della sua maggioranza». Una situazione che, a loro giudizio, potrebbe avere ripercussioni anche sull’attività amministrativa della città, soprattutto in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. LA RISPOSTA Alle accuse replica il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia, Emanuele Loperfido, che respinge ogni ricostruzione di isolamento del sindaco. «Alessandro Basso ha da sempre la nostra totale solidarietà politica e umana. Di fronte ai commenti social di cui siamo venuti a conoscenza solo recentemente, la ribadiamo con ancora maggiore forza». Loperfido coglie anche l’occasione per invitare tutte le forze politiche ad abbassare i toni. «Ci fa piacere che dalla sinistra arrivi solidarietà per il sindaco, perché questi non sono attacchi politici. Confidiamo però che chi oggi esprime vicinanza contribuisca anche a ridurre il livello dello scontro e della polemica, che negli ultimi mesi a Pordenone ha raggiunto toni e clamori insopportabili. Un conto è la contrapposizione politica, che è legittima, un altro sono gli attacchi personali come quelli che abbiamo letto». Il coordinatore di Fratelli d’Italia conclude ribadendo «la totale solidarietà politica, amministrativa e umana» nei confronti del primo cittadino. «Si possono avere opinioni diverse e punti di vista diversi sulla vicenda della cornacchia, o su altre che interessano la città, ma di fronte a minacce e insulti non può esserci altro che una ferma condanna e la piena vicinanza al sindaco, che ha agito con l’obiettivo di tutelare la sicurezza dei suoi concittadini».