​PORDENONE - Una cornacchia a Pordenone è diventata una questione legale, che si destreggia tra ordinanze e ricorsi, tra le proteste dei cittadini, attaccati dall'animale, e gli animalisti che vogliono proteggerlo. Tutto è iniziato con alcune segnalazioni risalenti al mese di aprile, che hanno portato a una prima ordinanza del sindaco Alessandro Basso per la cattura dell'animale, che si è dimostrato però molto più furbo delle trappole posizionate per la sua cattura.

Alcuni residenti avevano segnalato ripetuti attacchi da parte della cornacchia, che si lanciava in picchiata contro i passanti, colpendoli soprattutto alla testa. Alcune persone avevano riportato graffi e ferite, alimentando la preoccupazione nel quartiere e spingendo il Comune a intervenire. LA VICENDA In una prima fase l'amministrazione aveva scelto la strada meno invasiva possibile. Attraverso il Corpo Forestale Regionale era stata predisposta una gabbia-trappola per catturare l'esemplare e trasferirlo lontano dal centro abitato. Un tentativo che però si è rivelato inutile. La cornacchia ha evitato sistematicamente ogni esca e non è mai stata catturata.Con il passare delle settimane gli episodi sono proseguiti e, secondo quanto riportato nei verbali e nei sopralluoghi effettuati dalla Forestale, la situazione di pericolo non si è attenuata. A quel punto il sindaco Alessandro Basso ha deciso di firmare una nuova ordinanza, affidando alla Forestale la possibilità di procedere con un “prelievo selettivo eutanasico dell'animale”, insomma, deve essere abbattuto.Una decisione che il primo cittadino rivendica come una scelta obbligata, ma contestata fortemente dalla Lav, che ha annunciato un ricorso d'urgenza al Tar di Trieste chiedendo la sospensione dell'ordinanza. Secondo l'associazione il comportamento dell'animale sarebbe legato alla difesa dei nidiacei e destinato a cessare spontaneamente una volta conclusa la fase riproduttiva. IL SINDACO «Semplicemente il sindaco agisce in via istituzionale e pertanto ha firmato un'ordinanza che, fino a prova contraria, è vigente. Se il Tar dovesse esprimersi diversamente, le istituzioni risponderanno di conseguenza. Se arriverà una sospensiva sospenderemo, ma nel frattempo l'iter deve procedere, anche perché un sindaco non si può permettere di non decidere». Lo dice lo stesso primo cittadino parlando di sé in terza persona. Basso sottolinea inoltre di aver tenuto conto delle numerose segnalazioni ricevute dai residenti e delle valutazioni tecniche raccolte nelle settimane precedenti: «A fronte delle posizioni degli ambientalisti ci sono comunque le denunce di persone che hanno subito gli attacchi dell'animale. Ho firmato questa ordinanza a malincuore, però purtroppo ho dovuto farlo».Nel provvedimento viene richiamata la necessità di tutelare l'incolumità pubblica, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili della popolazione, come bambini, anziani e persone con disabilità. «Ho sentito di tante persone aggredite - racconta Bruno Malattia, residente nella zona degli attacchi -, mia moglie non esce più nemmeno nel terrazzo perché le cornacchie arrivano minacciose, ma la preoccupazione è che a farne le spese possano essere i bambini. Un adulto può prendere paura, ma se attaccano la testa di un bimbo il rischio che gli facciano male è alto».La vicenda ha acceso i riflettori anche sull'aumento della presenza dei corvidi in città. Negli ultimi mesi le segnalazioni si sono moltiplicate in diversi quartieri. Secondo gli esperti, a favorire la diffusione della specie sono l'elevata capacità di adattamento, l'intelligenza e la quasi totale assenza di predatori naturali nei centri urbani, elementi che hanno reso le cornacchie una presenza sempre più stabile nel paesaggio cittadino.