PORDENONE - La cornacchia e il consorte questa mattina, sabato 13 giugno, hanno guardato dall’alto di due condomini di via Damiani la réunion dei loro paladini animalisti, pronti a difendere a spada tratta la famigliola. Con l’arrivo della stampa uno dei pennuti ha raggiunto l’altro sull’antenna di uno stabile e i due non hanno fatto altro che becchettarsi reciprocamente affettuosamente, rinforzando con quello che si chiama “allopreening” il legame sociale. C’è chi ha visto in questo comportamento, una sorta di benedizione dall’alto, per la grande distanza della cornacchia, visto l’impegno di Lav, Anonymous for the voiceless, Oipa, Meta, Enpa di portare in un gesto simbolico una lettera al primo cittadino per chiedere un tavolo tecnico urgente di confronto al fine di gestire quello che per i residenti di via Damiani è un “problema”, mentre per gli attivisti è una normale situazione di due genitori che proteggono i pulli nella zona ritenuta di sicurezza per la sopravvivenza della prole.
Cornacchia aggressiva, la mossa dei residenti: la 'diffida' via pec alla Forestale L'assenza del sindaco Basso Il sindaco Alessandro Basso ha deciso di non essere presente ad accogliere direttamente la lettera degli animalisti, convinto che il Comune ha un sistema ben collaudato per ricevere la missiva. «Dopo gli insulti che ho ricevuto – ha spiegato il primo cittadino – oggi non intendo accoglierli, ma il Comune è attrezzato per accettare la missiva secondo i canali ordinari, come può fare un normale cittadino. Se fossi presente farei delle differenze, rispetto al resto della cittadinanza che non intendo attuare».Cornacchia aggressiva, sul web debutta la canzone 'Cra Cra' Lav: «Vogliamo trovare una soluzione al problema» Gli stessi animalisti non si attendevano nulla di diverso, ma contano che l’amministrazione sia presente ad un tavolo tecnico alla presenza dell’avvocato Alessandra Marchi, responsabile del Benessere animale del Comune di Pordenone e con i tecnici per confrontarsi con figure specializzate scelte dagli animalisti. «Vogliamo trovare una soluzione al loro problema – ha dichiarato Guido Iemmi, responsabile della Lav di Pordenone – perché per noi non lo è, è solo una madre che protegge il nido».Ma a questo punto non sono pochi quelli che vogliono sapere quale potrebbe essere la soluzione sul tavolo da qui al fatidico 16 luglio, data che coincide con la Camera di consiglio a Trieste. «Dovremmo accertarci dell’involo degli uccellini, che il nido sia libero e poi chi è di competenza potrà rimuoverlo, così si renderà improbabile la formazione di un nuovo nido. Ma questo fa capire che tutti gli alberi del circondario potranno accogliere i nuovi ospiti spodestati».Non solo, le associazioni proporranno anche un progetto affinché questa guerra tra animali e uomini abbia fine, fornendo formazione ai cittadini per affrontare la convivenza con gli animali selvatici.













