PORDENONE - La cornacchia vola verso la salvezza. L'associazione Meta, infatti, ha proposto stamattina (6 giugno) una soluzione indolore al sindaco di Pordenone, Alessandro Basso, il quale secondo gli ultimi riscontri avrebbe accettato la richiesta.In breve, l'associazione ha avanzato l'ipotesi dello spostamento del nido con i piccoli, che sarebbero quindi accuditi fino allo svezzamento e alla successiva liberazione in natura. In questo modo si salverebbero sia loro che la cornacchia stessa, dal momento che il volatile - secondo gli esperti - abbandonerebbe via Damiani e i residenti esasperati.

La giornata Nell'ordinanza firmata questa mattina dal sindaco si parlava di diversi tentativi di cattura andati a vuoto nelle scorse settimane e per cui si era resa necessaria l'uccisione del volatile. Secondo il documento, a doversi occupare dell'abbattimento sarebbe stato il Corpo forestale. La proposta degli attivisti All'alba era poi scattato il primo presidio della Lav di Pordenone, capitanata da Guido Iemmi. Gli attivisti sono arrivati in via Damiani attorno alle 5 del mattino. L'associazione Meta, Movimento etico tutela Animali e Ambiente, ha poi diffuso la notizia di aver proposto il recupero del nido, «senza uccidere nessuno». Lo scopo era quello di evitare «le conseguenze di un abbattimento non necessario» e che «viola le norme».Lettere e diffide «Noi del Partito Animalista Italiano (Pai) lo avevamo detto fin da subito: c'è il nido con i piccoli, ecco perché il il volatile attua il meccanismo di difesa, quando molti negavano questa ipotesi che, invece, è stata confermata», ha affermato il coordinatore regionale Fabio Rabak e la giornalista Irene Giurovich, portavoce del Pai del FVG, che hanno chiesto al Prefetto di Pordenone la sospensione immediata dell'ordinanza di abbattimento emessa questa mattina dal sindaco. Mentre davanti all'albero sul quale l'animale ha costruito il nido si sono radunati gli attivisti, il PAI, in contatto con la LAV di Pordenone e anche con l'attivista per gli animali Enrico Rizzi, si è mosso per predispore un ricorso urgente al Prefetto di Pordenone in modo da bloccare l'ordinanza. «Siamo contrari a qualsiasi uccisione, visto che esistono altre soluzioni alternative che non sono state nemmeno esperite, come ad esempio dissuasori visivi, fra cui sagome di rapaci, dissuasori acustici e altre modalità scientificamente provate», ha aggiungto Giurovich. «Ricordiamo al Comune di Pordenone e al sindaco - si legge nella nota diffusa - che con i ricorsi pendenti non è possibile procedere all'uccisione, visto che si deve attendere la decisione dei giudici. Pertanto, l'ordinanza deve essere sospesa». «L'animalista e attivista Enrico Rizzi con cui sono in contatto – ha precisato Giurovich – ha già interessato il suo ufficio legale che invierà lettere e diffide al Corpo forestale e ai Vigili». Le alternative Il Partito Animalista ha dunque chiesto al Comune di attuare le misure alternative di dissuasione per permettere il trasferimento del volatile e del suo nido in una zona meno densamente abitata. Giurovich ha anche ricordato i modelli "risoluzione Cividale" e “risoluzione Trieste”, quando le amministrazioni hanno risolto situazioni analoghe senza ricorrere all'abbattimento dell'animale. Nel primo pomeriggio la svolta: la cornacchia è salva.