Un nido sul ramo sbagliato di un albero di tiglio ha scatenato un putiferio in una tranquilla via cittadina nel centro di Pordenone. Tutto è iniziato quando una cornacchia ha deciso di difendere i piccoli dai passanti trasformando via Damiani in una specie di “zona off-limits”: gli abitanti sono stati colti di sorpresa da picchiate e atteggiamenti aggressivi. Così la faccenda è diventata un caso tra monitoraggi, tentativi di cattura, due ordinanze di abbattimento per motivi di sicurezza e ricorsi al Tar degli animalisti.

Il ricorso al Tar degli animalisti

Per ora il tribunale amministrativo del Friuli Venezia Giulia ha disposto la sospensione immediata delle due ordinanze emanate dal sindaco Alessandro Basso che autorizzavano l’abbattimento del pennuto. Una vittoria per la Lav (Lega Anti Vivisezione) che aveva presentato ricorso contro i provvedimenti comunali. «La condanna a morte degli animali è sempre inaccettabile, tanto più quando si tratta di comportamenti di difesa della prole», ha spiegato Massimo Vitturi, responsabile Animali selvatici dell’associazione, chiedendo all’amministrazione comunale di avviare un confronto per individuare soluzioni che consentano la convivenza con la fauna selvatica. Le proposte vanno dall’uso di sagome dissuasive alla delimitazione dell’area fino all’uso di un ombrello per chi passa sotto l’albero. Anche perché il periodo di nidificazione sta per finire e basterebbe aspettare ancora pochi giorni.