Il ricorso della LAV

Piero de Cindio

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A Pordenone c’è una cornacchia che da mesi tiene in scacco un intero quartiere e che, nel giro di poche settimane, è riuscita a trasformarsi da semplice presenza urbana a caso nazionale. La vicenda si concentra in via Damiani, dove il volatile ha più volte attaccato i passanti con improvvise picchiate e beccate alla testa, provocando in alcuni casi ferite e lacerazioni. Un comportamento che ha generato preoccupazione tra i residenti e costretto l’amministrazione comunale a intervenire, fino ad arrivare alla decisione più drastica: autorizzarne l’abbattimento. Una scelta che ha però acceso un duro scontro con il mondo animalista e aperto un dibattito che va ben oltre i confini della città friulana. Secondo quanto ricostruito dagli esperti, la cornacchia non sarebbe affetta da particolari anomalie comportamentali. Al contrario, il suo atteggiamento aggressivo rientrerebbe in una dinamica ben conosciuta dagli studiosi della fauna selvatica urbana. Il volatile avrebbe infatti costruito il proprio nido in una zona particolarmente frequentata e la presenza dei pulli avrebbe innescato un forte istinto di protezione. Chiunque transiti nelle vicinanze verrebbe percepito come una minaccia potenziale, inducendo l’animale a mettere in atto vere e proprie azioni difensive. Episodi simili sono stati documentati in numerose città italiane ed europee, soprattutto durante il periodo della nidificazione, quando molte specie diventano particolarmente territoriali.