PORDENONE - Oggi - 16 luglio - si decidono le sorti della cornacchia che ha tenuto in scacco residenti e amministrazione comunale di Pordenone, difesa da un pool di animalisti che finora sono riusciti a salvarle le penne. I riflettori sono calati, dopo che addirittura sono state dedicate delle canzoni sulla cornacchia di via Damiani, ma secondo i residenti gli attacchi sono proseguiti senza le luci della ribalta. L’avvocato Antonio Malattia ha fatto delle segnalazioni puntuali all’amministrazione Basso per documentare gli attacchi che i residenti hanno subito. L’ultimo di questi risale a due giorni fa, quando una signora anziana, già colpita 12 volte in via Damiani, è stata nuovamente attaccata mentre ritornava dalla messa. La cornacchia si è imbattuta sull’ombrello che la donna porta sempre con sé per proteggersi.
IL QUARTIERE «Era terrorizzata – fa sapere l’avvocato Malattia - più persone hanno sviluppato una sindrome reattiva. Ho segnalato al Comune gli attacchi che sono continuati come mi riferiscono i residenti, oggi (ieri, ndr) la Lav ha fatto un’ispezione con un drone. Le cornacchie si vedono sulle antenne, in particolare di un condominio di via Damiani, si riparano durante le ore più calde ed escono a mattina e sera». Finita l’era dei pulli, la famigliola dei corvidi è composta da due adulti e due piccoli. «Più che proteggere il nido – riferisce il legale – controllano il territorio nei riguardi di altri uccelli e delle persone, tengono un comportamento anomalo rispetto agli anni passati». Malattia è del parere che gli animalisti in questo periodo avrebbero potuto attivarsi. «Nessuno ha messo dissuasori per rendere poco ospitale la nidificazione dell’anno prossimo, se hanno a cuore le sorti della cornacchia avrebbero dovuto mettere in atto azioni di prevenzione». Insomma, un’altra annata così non sarebbe sostenibile. «Il piano faunistico regionale – puntualizza l’avvocato – prevede che Regione e Comune possano stabilire interventi per preservare l’incolumità dei residenti con iniziative per prevenire rischi, la pericolosità è evidente non solo per i bambini, ma anche per gli adulti, se si girano nel momento dell’attacco potrebbero perdere anche la vista». Ma cosa tecnicamente accadrà al Tar? «Si decide in merito alla richiesta di sospensiva - spiega Malattia -. Ci sarà la conferma o la revoca e non il merito, una decisione, comunque provvisoria. Non è escluso che il Tar possa invitare le parti a rinunciare alla sospensiva e all’abbattimento per poter decidere subito, ciò significherebbe tra 20 giorni».LA STRATEGIA Nel frattempo il Comune di Pordenone si batte per l’incolumità dei residenti, dall’altra Lav, Lndc Animal Protection e “Zampe che danno una mano” sperano di lasciare indisturbata la cornacchia. «Temo che il giudice ci lascerà la cornacchia – afferma il residente Sandro Sandrin – In questa vicenda non abbiamo capito il ruolo degli animalisti, si sono messi in mostra attraverso i media, ma non hanno cercato di salvaguardare l’animale». «Ancora due o tre settimane e le cornacchie voleranno via – riferisce Guido Iemmi – Non si vedono più in giro, io non ho più visto l’adulto posizionato dove stava in precedenza, poiché non ha nulla da vigilare, i figli sono cresciuti». Iemmi è ancora dell’idea che la cornacchia abbia colpito ad personam. «Non abbiamo avuto segnalazioni di attacchi in questo periodo – afferma – ma di certo l’animale è stato scacciato con la scopa o con un secchio d’acqua. Essendo intelligente, con memoria, ha reagito mirando il suo obiettivo». Se oggi il giudice interrompesse la sospensiva? «Un abbattimento dimostrativo sarebbe aberrante, chi ci assicura che si tratta della cornacchia giusta?». «Basta qualche giorno di osservazione e si capisce benissimo qual è la cornacchia», ribatte l’avvocato Malattia.






