La cornacchia di via Damiani a Pordenone è salva: il TAR accoglie il ricorso di LNDC Animal Protection contro l'abbattimento deciso dal comune
@Canva
Per settimane una via cittadina si è trasformata nell’inatteso teatro di uno scontro tra l’uomo e la natura. La vicenda ha visto protagonista un esemplare di cornacchia grigia insediatasi su un grande tiglio in via Damiani a Pordenone per nidificare. L’animale, impegnato a proteggere i propri piccoli nei pressi del nido, si è reso responsabile di continui voli radenti e picchiate minacciose nei confronti dei passanti, provocando in alcuni casi ferite e lacerazioni alla testa a un’anziana residente sul proprio terrazzo.
Per contrastare la cosa, il sindaco Alessandro Basso ha prima disposto infruttuosi tentativi di cattura e infine firmato un’ordinanza per il prelievo selettivo eutanasico, ovvero l’uccisione del volatile. Una soluzione decisamente affrettata e priva di fondamento dato che non si trattava di un esemplare “pericoloso”, ma semplicemente le sue azioni rispondevano a un naturale istinto di protezione della prole, una dinamica temporanea destinata a svanire con l’autonomia dei pulli.
Contro il provvedimento estremo si sono scagliate diverse sigle tra cui la LAV e l’OIPA, fino all’intervento decisivo della LNDC Animal Protection, che ha impugnato l’atto chiedendone la sospensione urgente davanti ai giudici amministrativi per evitare la condanna a morte del genitore e la conseguente fine dei piccoli.






