PORDENONE - Trovare una soluzione senza che nessuno lasci le penne letteralmente è stato uno dei primi pensieri della mattinata del primo cittadino Alessandro Basso. «Se gli animalisti venissero a prendere la cornacchia madre, padre e figli tra oggi (ieri, ndr) e domani sarei la persona più felice del mondo», ha riflettuto il sindaco, ipotizzando anche che poi tutti gli animalisti non la pensassero allo stesso modo. Profezia azzeccata, ma la quadratura del cerchio non esiste. Non c'è una soluzione che accontenti i residenti che ormai devono uscire di casa in assetto da guerriglia per paura di un picchiata su anziani, bambini e disabili, e gli animalisti puristi. In mezzo, la fazione moderata che preferisce all'abbattimento il salvataggio dei cuccioli.

LA CHIAVE Il primo cittadino Alessandro Basso avrebbe accolto quest'ultima idea proposta da Valerio Vassallo dell'Associazione Meta al fine di risolvere il problema di sicurezza pubblica. Non solo, si sarebbe preoccupato anche della salute dei piccoli, chiedendo qualora andasse in porto l'ipotesi di messa in salvo dei pulli, di tenerlo informato sulla salute degli animali, ovvero dello svezzamento che potrebbe durare un mese. La giornata di ieri è stata un cortocircuito. Ore 7.26: Vassallo del Movimento etico tutela animali e ambiente presenta un piano risolutivo in cui gli attivisti di Pordenone recupereranno il nido per «salvare i piccoli senza uccidere nessuno». «I genitori in questo modo afferma si allontaneranno dal luogo e il sindaco eviterà conseguenze di un abbattimento non necessario». Contatto fatto, accordo (quasi) preso. «Ci siamo messi d'accordo afferma l'animalista che ha parlato con la segreteria del sindaco sono felicissimi della soluzione che gli ho proposto e domani (oggi, ndr.) penso che ci aggiorniamo per organizzare il tutto». GLI ALTRI Nemmeno il tempo di cantare vittoria che si è scatenato il mondo ambientalista, con tanto di scissione dentro la stessa Meta. Stefania Caiafa, rappresentante legale dell'Associazione Avanguardianimalista Odv e aderente a "Noi Moderati", che nei giorni precedenti aveva gridato "Che nessuno tocchi la cornacchia", rincara la dose: «Che nessuno tocchi i pulli. C'è solo una cosa da fare avvisa Caiafa aspettare che crescano i piccini e nel frattempo isolare l'area con una cartellonistica per non avvicinarsi, poi quando i piccoli saranno svezzati, bisognerà con pazienza tagliare i rami alti dell'albero, così la cornacchia nidificherà altrove». Insomma, secondo questa linea, dovrebbero allontanarsi le persone e non le bestiole. «I corvidi sono intelligenti, hanno buona memoria riferisce Caiafa, collaboratrice della deputata Brambilla che per la questione ha smosso il deputato Walter Rizzetto se qualcuno ha tirato dei sassi o le ha lanciato un bastone si ricorda e lo vedrà come pericolo». E i pulli? «Non vanno neanche sfiorati. Se sentono l'odore di umano riferisce la mamma non li riconoscerà più». COSA SUCCEDE Caiafa blinda la situazione e contatta i volontari Gabry e Christian di Meta per verificare che non si avvicinino al nido. «Non siamo esperti afferma Gabry siamo volontari e una volta presi i pulli e messi in un trasportino potrebbero morire durante il viaggio, così avremmo la città di Pordenone contro e dei rimorsi per tutta la vita, noi non prenderemo i cuccioli, dovrebbe farsene carico il Cras». A questo punto l'attivista Vassallo non si perde d'animo. «Se il sindaco ha in mano un'ordinanza chiarisce ha la facoltà di farla rispettare, la legge lo permette, ma è anche vero che Basso ha detto che l'uccisione sarebbe avvenuta se non ci fossero state altre soluzioni e le trappole e i dissuasori non funzionano; perciò, si deve scegliere dai due mali, soppressione o allontanare la mamma dai cuccioli e farli svezzare dall'uomo e poi portarli in libertà in un rifugio, in seguito i corvi adulti cambieranno location. Il sindaco ha parlato di metodi rapidi, definitivi e questo che ho proposto mi pare la soluzione, spero solo che il sindaco non si faccia condizionare dagli altri attivisti che devono ricordare che il corvo fa parte dei piani di abbattimento ed è predatore di altri uccelli e non ha suoi predatori con la scomparsa di aquile e gufi. Nessun giudice lo condannerà per l'abbattimento». E per gli attivisti che si sono già sfilati? Nessun dramma. «Problema risolto - informa Vassallo ne abbiamo altri, anche nella vicina Sacile».