PORDENONE - Esattamente come nella prima puntata dell’episodio. Quasi fosse un copione da rispettare. Una cornacchia “impazzita” disturba, attacca i passanti e crea pericolo. Quindi scatta l’ordinanza del sindaco per fare in modo di abbatterla ed eliminare così il disturbo. E di conseguenza arriva la reazione stizzita degli animalisti, che ora quell’ordinanza chiedono di annullarla immediatamente.
Nel caso di Pordenone, ad intervenire è la Lav. «La cronaca - scrivono gli attivisti - non riporta allo stato se nei confronti dell’animale vi siano stati precisi interventi alternativi e preventivi messi in campo per ovviare alla cattura che determinerebbe, a quanto si legge, l'inevitabile morte dei pulli, posto che viene indicato la presenza di un nido nelle vicinanze. Questo provvedimento è un vero e proprio sfregio al lavoro fatto da decenni in questa città dalle associazioni per creare una corretta convivenza fra gli uomini e gli animali. È sconsolante dover ricordare al sindaco quali sono i principi ispiratori a cui dovrebbe attenersi nell’affrontare simili questioni, perché è già scritto a chiare lettere nel regolamento di tutela degli animali di Pordenone che recita al suo articolo 1: “La città di Pordenone, comunità portatrice di elevati valori di cultura e civiltà, individua nella tutela degli animali uno strumento finalizzato al rispetto ed alla tolleranza verso tutti gli esseri viventi e in particolare verso le specie più deboli. Al fine di favorire la corretta convivenza fra uomo e animali e di tutelare la salute pubblica e l’ambiente, il Comune promuove e sostiene iniziative e interventi rivolti alla conservazione degli ecosistemi e degli equilibri ecologici che interessano le popolazioni animali ivi previste”. Si chiede pertanto l’immediata revoca dell’ordinanza che ci si riserva di impugnare avanti al giudice amministrativo. Infine, si informa la cittadinanza che le cornacchie sono animali assolutamente pacifici per l’uomo, intelligenti e molto utili. Sono infatti dei predatori di giovani piccioni e si nutrono anche di carcasse di animali».








