A Focene Sud la paura non arriva all'improvviso. Si insinua piano, si fa riconoscere, si racconta tra vicini, si denuncia. E poi, se non viene fermata, torna. Più violenta di prima.
È passato più di un anno da quando quei due pitbull avevano trasformato le strade della zona in un territorio di allerta costante. Ringhi, inseguimenti, cancelli chiusi in fretta, passeggiate interrotte. Scene che i residenti conoscevano bene. Scene che, per un periodo, sembravano appartenere al passato. Ma non lo erano.
Una mattina come tante, Alfredo si prepara a uscire di casa. Il gesto è sempre lo stesso: chiudere il cancello, guinzaglio alla mano, la solita passeggiata con Dodo. Un cane anziano, 15 anni, il passo lento e l'abitudine rassicurante delle cose che si ripetono ogni giorno. Dentro casa, Maria. Fuori, la strada ancora tranquilla.
Poi accade tutto in pochi secondi. I due pitbull compaiono all'improvviso. Corrono, si avventano. Non c'è il tempo di reagire, di capire, di difendere. Dodo viene colpito con una violenza che lascia senza fiato: morsi alla trachea, un polmone perforato. Alfredo assiste, impotente. Maria esce, urla, prova a intervenire. Ma è già troppo tardi.
La corsa verso la clinica veterinaria di Ostia è disperata, quasi istintiva. Si spera fino all'ultimo, si cerca un appiglio, una possibilità. I medici fanno quello che possono. Ma la verità arriva come una sentenza: Dodo non ce l'ha fatta.






