Sono 771 gli emendamenti alla riforma elettorale depositati ieri a mezzogiorno in commissione Affari costituzionali della Camera, di cui quattro firmati dai capigruppo del centrodestra con altrettante proposte, una delle quali risolve uno dei problemi più rilevanti di costituzionalità, mentre le altre tre ne accentuano le criticità. Da martedì prossimo si inizierà a votare gli emendamenti in commissione in una corsa contro il tempo stigmatizzata in una nota congiunta da Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli, che accusano la destra di «forzare la mano» sia sui contenuti della nuova legge sia sull’iter parlamentare. Tuttavia, pur avendo presentato oltre 300 emendamenti congiunti, a livello di controproposta il centrosinistra è diviso all’appello: Pd, Avs, Iv e +Europa hanno presentato un emendamento con un sistema maggioritario, mentre M5s ne ha depositato uno proprio con un sistema proporzionale.
GLI EMENDAMENTI saranno fascicolati nei prossimi giorni e resi noti ufficialmente lunedì, quando il presidente della commissione, Nazario Pagano, indicherà quelli eventualmente inammissibili. Nel frattempo i presentatori hanno reso noto le proprie proposte. Dai capigruppo di maggioranza sono arrivati quattro emendamenti. Il primo prevede che anche i voti del Trentino Alto Adige concorrano al computo della cifra elettorale nazionale per assegnare il premio, risolvendo così uno dei principali problemi di costituzionalità.








