Una sforbiciata su circa 250 emendamenti alla riforma della legge elettorale. Saranno invece 479 quelli che saranno messi in votazione in commissione Affari costituzionali della Camera, a partire dalla seduta di domani sera, dopo le votazioni dell'aula (quindi intorno alle 20).
Dopo la scrematura preliminare da 771 a 731 proposte fatta dagli uffici della Camera, è stato il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Nazario Pagano, a informare i deputati che andranno in discussione 479 emendamenti: gli altri sono stati dichiarati inammissibili o dal "contenuto meramente formale". In questo assetto, dunque, da domani, entrerà nel vivo la maratona del voto in commissione, con i lavori che potrebbero protrarsi anche nel weekend, per portare il testo in aula il 26 giugno. Anche se non è escluso che, alla fine, il testo possa arrivare in assemblea senza relatore (con il lavoro di commissione azzerato).
Il fascicolo finale degli emendamenti, quindi, era composto da 731 proposte di modifica del testo sul proporzionale con premio di maggioranza. Di questi, un solo emendamento è stato dichiarato inammissibile (a prima firma Avs) per estraneità di materia, in quanto andava ad integrare l'elenco dei casi di ineleggibilità alla carica di deputato, inserendovi i membri della autorità indipendenti, i membri delle aziende partecipate dallo Stato indicati dal governo e coloro che rivestono cariche di commissari straordinari nominati dal governo.











