Scure su circa 250 emendamenti alla legge elettorale. Dopo la scrematura preliminare da 771 a 731 proposte fatta dagli uffici della Camera, il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera, Nazario Pagano, ha informato i deputati che andranno in discussione solo 479 emendamenti: gli altri sono stati dichiarati inammissibili o dal "contenuto meramente formale". In questo assetto, da domani, entrerà nel vivo la maratona del voto in commissione, con i lavori che potrebbero protrarsi anche nel weekend, per portare il testo in Aula il 26 giugno. Anche se non è escluso che, alla fine, il testo possa arrivare in assemblea senza relatore (con il lavoro di commissione azzerato).
Per ora, la maggioranza, che ha presentato solo 4 emendamenti, è orientata a bocciare tutte le modifiche avanzate da centrosinistra e vannacciani, affrontando il nodo delle preferenze direttamente nell'emiciclo di Montecitorio. Dove il voto segreto - secondo diversi osservatori - potrebbe segnare la loro fine. Da parte sua, l'opposizione non sembra intenzionata ad abbassare il muro eretto contro una proposta considerata irricevibile tout court. E le parole della segretaria del Pd Elly Schlein lo confermano: "In un Paese in cui ci sono 6 milioni di italiani che rinunciano a curarsi, e gli stipendi sono tra i più bassi d'Europa, è incredibile che la priorità di questo governo sia quella di cambiare la legge elettorale per preservare il proprio potere".











