Sono ripresi i lavori in commissione Affari Costituzionali alla Camera sulla riforma della legge elettorale. Al momento restano accantonati gli emendamenti che riguardano le preferenze. “Sugli accantonati c’è una discussione in corso, il lavoro è in itinere. C’è volontà di farne discutere alcuni, vediamo quali”, ha spiegato Nazario Pagano, presidente della commissione Affari costituzionali e relatore del testo, a margine della riunione dei relatori, che non è arrivata a sciogliere il nodo all’interno del centrodestra. La maggioranza spinge e vuole velocizzare l’iter per arrivare all’ok finale alle 20 e passare in Aula venerdì. Una prospettiva che viene contestata dalle opposizioni che chiedono più tempo anche per affrontare temi come quello del voto per i fuorisede: “Abbiamo esaminato appena il 46 per cento degli emendamenti”, “approdare in Aula già venerdì significa ignorare la realtà dei lavori della Commissione”, incalzano dal Pd.
Si va verso, invece, verso l’esenzione dalla raccolta delle firme per le forze politiche che abbiano un gruppo parlamentare alla Camera o al Senato ma che sia stato formato entro il 31 dicembre 2025. È questo quanto prevede una riformulazione avanzata dai relatori a una serie di emendamenti di +Europa, Azione e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Ma questa formulazione nei fatti escluderebbe, tra gli altri, Futuro Nazionale e +Europa.











