C'è chi parla di «work in progress» e chi evidenzia come sia necessario «dare il giusto tempo a una legge importante». Insomma, nella maggioranza, almeno per ora, l'idea prevalente non pare quella di forzare i tempi sulla riforma elettorale a Palazzo Madama. Il testo sarà incardinato alle 13 dalla commissione Affari Costituzionali: si tratta del primo step per l’avvio dell’esame. Poi, in ufficio di presidenza, si discuterà anche del timing. Le opposizioni hanno già fatto sapere che chiederanno un ciclo di audizioni. E «mi sembra giusto accordale», osserva un big di FdI. E quindi, guardando al calendario, e tenendo conto che questa settimana la commissione sarà dedicata in primis al decreto sulla giustizia, difficile ipotizzare che il testo venga chiuso per l’Aula prima della pausa estiva. I tecnici della maggioranza sono comunque in contatto e al lavoro. Ma i tempi un pò più dilatati, si ragiona, possono servire anche a svelenire il clima. Oltre che a far decantare i sondaggi e a ripartire con un quadro anche un pò più chiaro. Anche sulle preferenze dove le posizioni restano, comunque, varie nella maggioranza. Tanto che - da fonti del centrodestra - si spiega che una decisione finale sul punto non sarebbe stata ancora presa e che probabilmente servirà un confronto interno tra gli alleati.