L'esame della nuova legge elettorale pensata dal governo Meloni passa ora al Senato. Dopo l'ok di Montecitorio a voto segreto con 217 a favore, 152 contrari e 2 astenuti, il testo approda a Palazzo Madama. Qui la maggioranza spera di spuntarla senza dover parare i colpi dei franchi tiratori, responsabili della bocciatura in Aula dell'emendamento di FdI, Noi moderati e Udc sulle preferenze. In vista delle elezioni del 2027, la premier Meloni ha proposto il cosiddetto Stabilicum, impianto normativo finalizzato a cambiare l'attuale legge elettorale, il cosiddetto Rosatellum, che è un sistema misto. Ma cosa prevede l'intera riforma?Premio di maggioranza Lo Stabilicum viene presentato come una legge di impianto proporzionale con un correttivo maggioritario, quindi prevede la cancellazione dei collegi uninominali dell'attuale legge elettorale in favore di un sistema proporzionale. Il cuore della norma prevede un premio di maggioranza di 70 seggi alla Camera e 35 al Senato per la coalizione o la lista che abbia ottenuto almeno il 42% dei consensi. Mancata questa percentuale, si procede con il proporzionale puro. Niente preferenze dopo la bocciatura in Aula della Camera.Tetto ai seggi e soglia di sbarramento I seggi del premio di maggioranza si sommano a quelli che il vincitore ha ottenuto con il proporzionale. La legge, però, stabilisce un tetto massimo: alla Camera 220 seggi, al Senato 113. Qualora si dovesse superare il tetto, i seggi eccedenti verranno sottratti alla lista assegnataria del premio nella parte proporzionale. Dal tetto massimo sono esclusi i seggi degli eletti all'estero (8 deputati e 4 senatori). Lo sbarramento rimane identico al Rosatellum, ovvero al 3% per i singoli partiti e al 10% per le coalizioni.Le liste bloccate Non ci sono più i collegi uninominali, quindi dove il candidato con un solo voto in più vince. Sulla scheda l'elettore troverà solo liste bloccate: quelle presentate, eventualmente in coalizione tra loro, dai singoli partiti a livello di ciascun collegio plurinominale (un numero massimo di sei candidati accanto a ogni simbolo) e quelle presentate dalle liste singole o dalle coalizioni di liste a livello circoscrizionale per l'eventuale attribuzione del premio. Queste ultime, in caso di coalizione, sono le stesse per tutte le liste coalizzate. La composizione del cosiddetto "listone" - che, in caso di assegnazione del premio di maggioranza, entra in blocco - sarà definita attraverso accordi interni tra i partiti della coalizione. In ultima analisi, la scelta dei nomi spetterà alle segreterie dei partiti.Nome del premier È previsto l'obbligo (pena l'inammissibilità della lista) al momento del deposito del contrassegno, dell'indicazione del nome che verrà proposto dalla lista o coalizione al presidente della Repubblica come candidato premier e la presentazione del programma. Il nome e il cognome della persona proposta per l'incarico di presidente del Consiglio non compaiono sulla scheda elettorale.Raccolta firme ed esoneri Saranno esonerati dalla raccolta firme necessaria per la presentazione delle liste i partiti che hanno un gruppo parlamentare, in almeno una delle due Camere, costituito entro il 31 dicembre 2025. In questo modo vengono lasciati fuori Futuro Nazionale di Vannacci, +Europa e il Partito Liberaldemocratico di Marattin. Esclusa la possibilità di raccogliere le firme in modalità digitale come avviene per i referendum.Voto degli italiani all'estero Novità anche per il voto dall'estero. Dalle attuali quattro diventano due le circoscrizioni per la Camera (Europa e Americhe-Asia-Oceania-Antartide), e dalle attuali quattro si passa a una sola per il Senato. Novità anche per i fuorisede La legge adesso prevede il permesso, attraverso l'iscrizione in un apposito albo, per chi è lontano dal proprio Comune di residenza per motivi di studio, lavoro o cure mediche, di votare dove è temporaneamente domiciliato. Entro il 31 dicembre di ciascun anno gli elettori che per motivi di studio e di lavoro sono temporaneamente domiciliati in un comune situato in una regione diversa da quella in cui si trova il comune di iscrizione elettorale, possono chiedere l'iscrizione nell'elenco per votare per le elezioni previste nell'anno successivo nel comune di temporaneo domicilio se la durata della permanenza prevista in quest'ultimo è di almeno 9 mesi. Per gli elettori che ricevono assistenza sanitaria, terapia o trattamento medico in una regione diversa da quella di residenza per un periodo di almeno tre mesi durante il quale ricade la data delle elezioni possono richiedere, non oltre il quarantacinquesimo giorno antecedente il voto, di essere iscritti nell'elenco dei fuorisede per votare nel comune di temporaneo domicilio.
Legge elettorale, dal premio di maggioranza al voto fuorisede: cosa prevede la riforma Meloni
Dal premio di maggioranza al voto fuorisede: i nodi della riforma voluta dal centrodestra, che ha ricevuto l'ok della Camera











