La conferenza dei capigruppo della Camera ha deciso ieri pomeriggio di calendarizzare in Aula la riforma elettorale per il 26 giugno, così da poter contingentare i tempi della discussione dall’1 luglio, come consentono i regolamenti. Una corsa a tappe forzate, visto che la maggioranza ha presentato solo ieri sera in commissione Affari costituzionali un uovo testo da cui si dovrà ripartire ex novo. Una corsa «come per un decreto in scadenza» ha commentato Riccardo Magi di +Europa, che tuttavia fa capire l’intenzione della premier Giorgia Meloni di voler approvare il nuovo sistema elettorale prima della pausa estiva in via definitiva anche in Senato. Una intenzione che si presta a varie interpretazioni, ma che consegna due certezze: Meloni non vuole in nessun modo votare con il Rosatellum e si tiene pronta a qualsiasi evenienza.
LA DECISIONE DELLA calendarizzazione a fine giugno, mentre la Commissione deve ancora concludere la discussione generale sul Melonellum, è stata richiesta dai capigruppo di centrodestra e accolta dal presidente Lorenzo Fontana, nonostante la ferma contrarietà di tutte le opposizioni, cioè i capigruppo di Pd e M5s, Chiara Braga e Riccardo Ricciardi, il vice di Avs Marco Grimaldi e Magi di +Europa. Questi conversando con i cronisti hanno parlato di «gravi forzature». In effetti in Commissione si è appena alla discussione generale, dopo le audizioni, che si sarebbe dovuta concludere ieri pomeriggio con l’indicazione poi del termine per gli emendamenti. Ma già questa procedura ordinaria era stata in precedenza inquinata dall’annuncio da parte di esponenti della maggioranza di voler presentare non emendamenti correttivi al Melonellum, bensì un nuovo testo, per superare le criticità evidenziate dagli esperti. Insomma, la discussione verteva su un «non testo» come hanno detto Simona Bonafè (Pd) e Filiberto Zaratti (Avs). Per di più il testo bis era stato nei giorni scorsi anticipato ai giornalisti, ma non ai deputati della Commissione. Obiezione su cui alla fine la maggioranza si è piegata: nel tardo pomeriggio i relatori, cioè Angelo Rossi (Fdi), Igor Iezzi (Lega), Giuseppe Colucci (Nm) e Nazario Pagano (Fi) lo hanno presentato e illustrato in commissione.











